Per completare il quadro dell’analisi della cd. Riforma Cartabia in materia di ADR, dopo aver già parlato delle novità sull’arbitrato e sulla mediazione, merita una menzione anche quanto e come cambia la procedura di negoziazione assistita.

Detto istituto, disciplinato dal D.L. 132/2014, convertito con L. 162/2014, rientra fra le tre procedure di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) pensate dal Legislatore per disincentivare il contenzioso giudiziale e prevede di fatto il raggiungimento di un accordo fra le parti contendenti dopo aver stipulato un’apposita convezione nella quale, con l’assistenza dei propri difensori, si fissano i punti salienti del contenzioso ed il termine per completare la procedura; l’accordo che ne consegue ha valore di titolo esecutivo, vale a dire che produce gli stessi effetti di una sentenza.

Il D. Lgs. 149/2022 (cd. Riforma Cartabia) ha innanzi tutto esteso la portata della procedura di negoziazione assistita, prevedendo la possibilità che la stessa possa applicarsi anche alle controversie fra lavoratori e datori di lavoro, sempre assistiti da un avvocato o da un consulente del lavoro; bene sottolineare che in questo specifico caso delle controversie relative ai rapporti di lavoro la negoziazione è comunque facoltativa.

Dove invece è obbligatoria ed è condizione di procedibilità, cioè deve essere necessariamente espletata prima di radicare il giudizio davanti al Giudice, è nei casi di azioni esercitate per ottenere il risarcimento del danno da incidenti stradali o il pagamento di somme, per qualsiasi motivo dovute, che non superino i 50.000 Euro.

Ferma restando la previsione dell’obbligatorietà del tentativo di negoziazione nei casi succitati, l’ultima riforma ha mirato ad aggiungere alcuni incentivi alla procedura di negoziazione assistita.

In particolare è stata introdotta l’ipotesi, se espressamente contemplata nella convenzione, che possano essere sentiti, quali informatori, soggetti estranei alla contesa, a condizione che le dichiarazioni vertano su fatti specifici e vengano rese presso lo studio professionale dell’avvocato che invita il testimone oppure presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, alla presenza dei legali che assistono le parti coinvolte: delle domande e delle relative risposte si redige apposito verbale che fa piena prova di quanto avvenuto alla presenza dell’avvocato e soprattutto può essere valutato quale prova davanti al Giudice che dovesse essere chiamato a dirimere la controversia laddove l’accordo non si raggiunga o non si rispetti.

Infine ogni potenziale interessato deve sapere che la procedura può essere svolta anche con collegamento da remoto nel rispetto delle normative sul processo telematico, ed i rispettivi atti verranno sottoscritti in forma digitale dal proprio avvocato che ne curerà anche la trasmissione via pec per assicurare la massima certificazione e validità di quanto inerente la procedura.

Dunque l’implementazione degli strumenti di ADR che si trae anche dalla Riforma Cartabia è un’ulteriore dimostrazione di quanto ormai l’intero sistema della giustizia civile vada verso un allontanamento dalle aule di Tribunale, e ciò deve essere tenuto presente fin dall’insorgere della controversia da parte di tutti i soggetti coinvolti, avvocati compresi.