Da una recente analisi del SOLE24ORE le liti condominiali sono in aumento.

Ciò è dovuto principalmente ad una generale accentuazione delle esasperazioni umane in una società sempre più frenetica e complessa che ha trasformato gli antichi tratti di genuinità e confort della condivisione in una convivenza forzata, vissuta come limite alla propria sfera e non come compartecipazione alle sfera dell’altro.

Fatto è che ormai le liti giudiziali generate dai rapporti di condominio sono una su cinque.

Lo conferma anche una recentissima indagine di UNIPOL, da cui emerge un dato oggettivamente preoccupante: almeno un italiano su tre litiga con il proprio vicino.

Tante sono le controversie che possono sorgere in ambito condominiale: dal parcheggio “selvaggio” ai rumori molesti, dalle deiezioni degli animali domestici alle modalità di uso degli spazi comuni.

Un discorso a parte merita poi l’annoso problema del pagamento delle rate delle spese condominiali.

Vista la mole dei contenziosi, ed il valore della posta in gioco, spesso oggettivamente risibile, vale la pena ricorrere al Giudice con costi e tempi esorbitanti? O è più opportuno, e soprattutto più adeguato, rivolgersi alla giustizia privata per ottenere tutela con un grande risparmio di tempo e di danaro? E’ giusto, per il timore di affrontare bibliche e costosissime liti, rinunciare a priori al proprio diritto, con accumulo di ulteriore frustrazione?

La risposta a tutte queste domande potrebbe fornirla efficacemente l’Arbitrato, strumento di risoluzione alternativa delle controversie ancora purtroppo poco conosciuto e certamente quasi mai usato in ambito condominiale.

Non tutti i cittadini, e soprattutto non tutti gli Amministratori di Condominio, sanno infatti di poter far ricorso all’Arbitrato per la definitiva risoluzione della lite; spesso, dopo aver esperito infruttuosamente l’obbligatorio tentativo di conciliazione nella procedura di Mediazione Civile, si adisce il Giudice (Tribunale o Giudice di Pace) per affrontare una causa i cui costi sono abnormi rispetto alla domanda iniziale ed il cui esito è lontanissimo in confronto all’immediatezza delle esigenze che si intendono soddisfare.

Ecco perché l’inserimento di una buona clausola compromissoria nei regolamenti condominiali è già un ottimo punto di partenza per ottenere il risultato sperato in tempi rapidi e con costi proporzionati a vantaggio sia del singolo condomino che dell’intera collettività condominiale.