Il vostro debito è stato ceduto?

Non comprendete chiaramente l’iter della vostra posizione o il mutare dell’ammontare debitorio a seguito delle cessioni?

Quando il cliente mi rappresenta tali situazioni inizio col verificare sia l’esistenza del titolo del creditore cessionario che il concreto ammontare delle somme a debito, se esistenti e dovute.

Tutto ciò analizzando la documentazione fornita dal cliente, dal creditore originario e supposti cessionari.

Nel pratico: raccolgo tutti i documenti ( contrattuali e non),  chiedo a chi di spettanza i mancanti, procedo alle dovute verifiche normative quindi concludo eseguendo i conteggi.

La ricostruzione del percorso e lo storico debitorio tuttavia non è sempre agevole!

Il creditore cedente – solitamente un istituto di credito – cede i rapporti deteriorati o ritenuti non performanti a società di recupero crediti e talvolta le cessioni si susseguono fino al momento in cui il debitore riceve, con stupore, un’ improvvisa richiesta di rientro del debito da un soggetto a lui sconosciuto. In caso di rifiuto od impossibilità nell’ adempiere la richiesta, segue la notifica di ingiunzione di pagamento.

Le società cessionarie non sono sempre collaborative.

Alla richiesta di documentazione probatoria del titolo rinviano al creditore originario o credono di liberarsi da responsabilità dando atto dell’avvenuta comunicazione di cessione in blocco dei crediti in Gazzetta Ufficiale effettuata come da disposizione di legge ex art. 58 d.lgs. n. 385/1993 .

 Il più delle volte la ricostruzione degli eventi e dei conteggi rivela difformità rispetto le pretese creditorie.

L’avvio del carteggio col cessionario per tentare la bonaria chiusura della lite spesso culmina con due alternative:

  •  pagare il richiesto o la miglior somma stralciata ottenuta nella negoziazione;
  •  attendere la notifica del decreto ingiuntivo per poi muovere opposizione e contestare la supposta pretesa economica, l’esistenza del contratto di cessione, la titolarità della società cessionaria nella riscossione del credito ed ottenere la revoca del decreto ingiuntivo;

Taluni tribunali continuano a rigettare le opposizioni dei debitori reputando sufficiente a qualificare il cessionario come titolare del rapporto creditizio verso il debitore particolare la pubblicazione in G.U. dell’avvenuta cessione in blocco dei crediti. Segue poi l’inevitabile procedura di appello che spesso ribalta il risultato o prosegue in Cassazione.

Diverso è l’orientamento della Cassazione: la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della cessione in blocco dei crediti dal cedente al cessionario è attività necessaria al fine di perfezionare e semplificare il passaggio cartolare delle posizioni e la valenza effettiva è tra cedente e cessionario.  Tale attività non è invece rilevante a dimostrare l’esigibilità del credito nei confronti del debitore laddove quest’ultimo sollevi una contestazione.

La titolarità, l’ammontare e l’esigibilità del credito devono essere provate concretamente, con l’unica eccezione dell’accettazione del debito da parte del debitore. Laddove ciò non avviene per la mancata produzione di prove documentali, alle volte non esistenti, il decreto viene revocato.

È sempre bene valutare tutte le opzioni ed i fatti concreti prima di decidere come procedere perché ogni caso è unico ed ogni debitore versa in una situazione diversa dall’altro.

Storie simili possono avere finali diversi.

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